Luì piccolo (Phylloscopus collybita)
Dal Luì grosso al Luì piccolo
Due mesi fa, precisamente il 28 agosto, avevamo parlato del Luì grosso (Phylloscopus trochilus), uno straordinario migratore transahariano che attraversa il nostro territorio soltanto durante i suoi lunghi spostamenti stagionali.
Oggi, 25 ottobre, Alfio Sala ha fotografato a Casatenovo (LC) un Luì piccolo (Phylloscopus collybita).
Non lasciamoci condizionare troppo dalla terminologia: piccolo e grosso non sono necessariamente indicativi delle differenze che ci aspetteremmo. La denominazione italiana è piuttosto curiosa e, in questo caso, il Luì grosso deve il suo nome anche alle ali relativamente più lunghe, un adattamento utile per affrontare le lunghe migrazioni.
Veniamo ora al Luì piccolo. Oltre alla colorazione generalmente più scura e ad alcuni caratteri distintivi che non approfondiamo in questa occasione, la differenza principale riguarda le abitudini migratorie.
Il Luì piccolo è infatti un migratore a corto raggio. Nel nostro territorio possiamo osservarlo, o più facilmente riconoscerlo dal suo caratteristico richiamo «cif-ciaf», durante tutto l’anno: è infatti sia nidificante sia migratore e svernante.
Ma c’è un aspetto interessante: non dobbiamo pensare che siano sempre gli stessi individui. Quelli che incontriamo durante l’inverno provengono in buona parte dall’Europa centro-settentrionale, mentre gli individui che nidificano da noi, durante la stagione fredda, si spostano generalmente verso le regioni che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, nell’Europa meridionale e nel Nord Africa.






