Ibis eremita (Geronticus eremita)
Colico (LC), 18 marzo 2026.
Non sempre è necessario affrontare lunghe escursioni per osservare specie particolari: a volte basta affacciarsi nel proprio giardino. C’è anche una componente di fortuna, certo, e quella non è mancata a Marco Esposito che, questa mattina, ha potuto osservare e fotografare un Ibis eremita. Le immagini che documentano l’incontro sono dello stesso autore.

Questa specie migratrice, un tempo diffusa in Europa centrale prima della sua scomparsa nei secoli scorsi, è oggi considerata tra le più minacciate a livello globale. Proprio per questo è al centro di importanti progetti di conservazione finanziati dall’Unione Europea (programma LIFE+ Biodiversità), con partner in Austria, Italia e Germania, che puntano alla sua reintroduzione nel continente.
L’esemplare osservato a Colico appartiene a questi programmi di reintroduzione e rappresenta un segnale incoraggiante per il successo delle iniziative in corso. Un incontro fortunato, dunque, ben diverso da quanto accaduto pochi mesi fa, il 24 ottobre 2025, quando due ibis eremita – uno dei quali nato in libertà – furono abbattuti nell’area di Dubino da un bracconiere.

Il caso ebbe ampia risonanza anche a livello nazionale. Le indagini, avviate grazie ai sistemi GPS di cui gli animali erano dotati, permisero ai Carabinieri Forestali di risalire al responsabile. I trasmettitori, rinvenuti con segni di rimozione non accidentale, hanno consentito di ricostruire gli ultimi spostamenti degli uccelli e di individuare il luogo dell’abbattimento. Il responsabile è stato denunciato per uccisione di animali, furto venatorio e detenzione abusiva di armi, con conseguente sequestro di fucili, munizioni e materiale informatico.
L’episodio ha evidenziato ancora una volta la straordinaria fragilità della specie. L’ibis eremita è infatti classificato come “in pericolo critico” e ogni singolo individuo rappresenta un valore ecologico fondamentale. La perdita anche di pochi esemplari costituisce un danno rilevante per l’intero progetto di conservazione e, più in generale, per la tutela della biodiversità.
In questo contesto, osservazioni come quella di Colico assumono un significato ancora più importante: piccoli segnali positivi che testimoniano come gli sforzi di reintroduzione possano dare risultati concreti, a patto che siano accompagnati da un’adeguata tutela sul territorio.






